Introduzione

Una delle caratteristiche più evidenti che conseguono la scelta di migrare è l’abbandono, temporaneo o definitivo, del nucleo familiare originario. A prescindere dal fatto che il migrante sia single, coniugato o abbia figli, il concretizzarsi del progetto migratorio, e di conseguenza l’abbandono del Paese di origine, provoca una interruzione del rapporto familiare e della quotidianità di vita che con esso si era determinato fino a quel momento. Mentre le migrazioni di carattere stagionale, legate quindi allo svolgimento di attività lavorative temporanee e non determinate, favoriscono il periodico ritorno nel Paese di origine, e limitano, contengono quindi il distacco forzato dal nucleo familiare originario, l’attività lavorativa stabile ed indeterminata alla quale si associa spesso la provenienza del migrante da Paesi difficilmente raggiungibili, influenzano la scelta di ricongiungere a sé i familiari rimasti nel Paese di origine. A quest’ultima categoria di migranti si affianca quella di coloro che, per ragioni diverse, fuggono dal proprio Paese a causa del timore fondato di subire persecuzioni o per il rischio effettivo di subire un grave danno. Per loro, una volta ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, la scelta di rimanere nel Paese che ha dato loro aiuto e sostegno appare inevitabile.

Con la definizione di Ricongiungimento familiare ci si riferisce al processo che consente la riunificazione in un Paese terzo del nucleo familiare precedentemente separato a causa del percorso migratorio intrapreso da uno o più componenti. È di fatto una procedura amministrativa che consegue una scelta di vita nuova in un contesto sociale differente da quello del Paese di origine. Qui, il bisogno di ricomporre il nucleo viene trasformato attraverso un processo formale che consta di più fasi e di requisiti da dimostrare. La decisione di riunificare il nucleo familiare talvolta è immediata, mentre talvolta può giungere dopo diversi anni: spesso il migrante decide di avviare il procedimento di ricongiungimento familiare solo quando è certo che la sua stabilità economica e sociale potrà consentirgli di sostenere i costi della procedura e di garantire una condizione di vita dignitosa per i membri della famiglia che lo raggiungeranno nel Paese in cui risiede, e quando accetta di condividere a sua volta il percorso di integrazione compiuto fino a quel momento. In alcuni casi, la scelta è dettata dalla necessità di condurre fuori dal Paese di origine, con percorsi legali e sicuri, familiari che correrebbero il rischio di subire essi stessi persecuzioni come atto di ritorsione verso essi stessi, la cui condizione è quella di chi ha trovato assistenza e rifugio in un altro Paese e quindi ha ottenuto il riconoscimento di una delle forme di protezione internazionale. Talvolta, la scelta è dettata anche dalla volontà di rafforzare la propria condizione di vita: il ricongiungimento familiare infatti, non solo favorisce l’unità familiare del nucleo, ma offre la possibilità al familiare ricongiunto ed in età da lavoro di svolgere un’attività lavorativa e contribuire quindi al sostegno del nucleo.

In ogni caso, per ragioni che talvolta si sovrappongono tra loro, i tempi sono lunghi. Spesso si insidiano all’interno del percorso preoccupazioni, sfiducia, senso di impotenza, inadeguatezza. A questi si aggiunge non di rado il senso di colpa, che colpisce quanti sentono la responsabilità di trovarsi in ogni caso in una condizione più favorevole dei familiari che si trovano nel Paese di origine e che talvolta cercano di colmare attraverso il concretizzarsi della riunificazione familiare. Non di rado, anche dopo aver compiuto il processo di ricongiungimento e di riunificazione quindi, le relazioni tra componenti del nucleo sono da ricostruire. Il tempo trascorso tra la separazione ed il ricongiungimento, il contesto sociale di partenza e di arrivo, le nuove abitudini, uno stile di vita diverso, le ragioni che hanno determinato la scelta del ricongiungimento, talvolta non condivise ma determinate da situazioni di forza maggiore o da scelte imposte, possono determinare il bisogno di ricostruire relazioni interrotte sulla base però di nuovi presupposti e di nuove esperienze. Non sempre si è in grado di sostenere anche questo aspetto che andrebbe invece riconosciuto tanto dagli attori principali del processo di ricongiungimento quanto dai servizi di sostegno ed integrazione che potrebbero invece favorire, con un accompagnamento mirato, la nuova condizione di vita.