I titolari del diritto al ricongiungimento familiare

L’Italia ha dato attuazione alla Direttiva 2003/86 con il Decreto Legislativo 8 gennaio 2007 n.5 che ha modificato la normativa già contenuta del TUI e nel suo Regolamento d’Attuazione

Secondo l’articolo 28 del Testo Unico, il diritto al ricongiungimento familiare, inteso come diritto a mantenere o a riacquistare l’unità familiare, è riconosciuto alle seguenti categorie di cittadini stranieri:

  • Titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (già carta di soggiorno);
  • Titolare di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per asilo (status di rifugiato), per protezione sussidiaria, per motivi religiosi, per studio, per motivi familiari, per attesa cittadinanza.


I titolari di status di protezione internazionale (status di rifugiato e status di protezione sussidiaria) possono richiedere ed ottenere il ricongiungimento con i propri familiari in deroga alle disposizioni previste dall’art. 29 comma 3 del TUI.

Il rifugiato è colui che, per  il timore fondato  di  essere  perseguitato  per  motivi  di  razza, religione, nazionalità, appartenenza  ad  un  determinato  gruppo  sociale  o opinione  politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la  cittadinanza  e  non  può o,  a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori  dal  territorio  nel  quale  aveva  precedentemente  la dimora abituale  per  le  stesse  ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto   timore,  non  vuole  farvi  ritorno (…). Conv. Ginevra 1951

La persona  ammissibile  alla protezione sussidiaria è colui che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che,  se  ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se  ritornasse  nel  Paese  nel quale aveva precedentemente la dimora abituale,  correrebbe  un  rischio effettivo di subire un grave danno come  definito dal presente decreto e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese. Direttiva CE 83/2004

Il titolare di status di protezione sussidiaria è ricompreso tra i soggetti attivi ovvero tra le categorie di cittadini stranieri che hanno il diritto a ricongiungersi con i propri familiari e che questo diritto lo possono vantare seppure non vi sia nel Testo Unico sull’Immigrazione una disposizione esplicita. E’ invece l’art. 22 del D.lgs. 251/07 (cd “Decreto Qualifiche”) che dispone le norme sul mantenimento del nucleo familiare e sulla tutela dell’unità familiare di tutti i titolari di protezione internazionale ovvero i titolari dello status di rifugiato e dello status di beneficiario di protezione sussidiaria estendendo al beneficiario di protezione sussidiaria la norma del Testo Unico sul diritto all’unità familiare del titolare di status di rifugiato (art. 22 comma 4 “Lo straniero ammesso alla protezione sussidiaria ha diritto al ricongiungimento familiare ai sensi e alle condizioni previste dall’articolo 29-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”).

In tutti i procedimenti amministrativi e giurisdizionali finalizzati a dare attuazione al diritto all’unità familiare e riguardanti i minori, deve essere preso in considerazione con carattere di priorità il superiore interesse del fanciullo, conformemente a quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176.