Alcune formalità

In deroga alla legislazione il titolare di protezione internazionale deve dimostrare esclusivamente di:

  1. essere in possesso del permesso di soggiorno – Il permesso deve essere in corso di validità oppure in fase di rinnovo. In questo caso, la richiesta deve essere stata effettuata entro 60 giorni dalla scadenza (in applicazione della Direttiva del Ministero dell’Interno dell’agosto 2008).

 

ricordiamo che il rinnovo del permesso di soggiorno per protezione sussidiaria è subordinato alla sussistenza dei requisiti che hanno condotto la Commissione Territoriale a riconoscere lo status. Secondo l’art. 15 del D.lgs. 251/07, può intervenire la cessazione dello status di protezione sussidiaria quando le circostanze che hanno indotto la Commissione al riconoscimento dello status “sono venute meno o sono mutate in misura tale che la protezione non è più necessaria”. Una condizione questa che deve intervenire in maniera significativa e non temporanea, presumendo così che, il cittadino straniero, non sia più esposto al grave rischio di effettivo danno grave, tantomeno possano sussistere gravi motivi umanitari che impediscono il ritorno nel Paese di origine.

è necessario che colui che richiede il ricongiungimento sia in possesso del titolo di viaggio/documento di viaggio del familiare da ricongiungere.

In merito al rilascio dei documenti sostitutivi il passaporto per rifugiato e protetto sussidiario, si ricorda quanto dispone l’art. 24 del D.Lgs. 251/2007 “1. Per consentire i viaggi al di fuori del territorio nazionale, la competente questura rilascia ai titolari dello status di rifugiato un documento di viaggio di validità quinquennale rinnovabile secondo il modello allegato alla Convenzione di Ginevra. 2. Quando sussistono fondate ragioni che non consentono al titolare dello status di protezione sussidiaria di chiedere il passaporto alle autorità diplomatiche del Paese di cittadinanza, la questura competente rilascia allo straniero interessato il titolo di viaggio per stranieri.  Qualora sussistano ragionevoli motivi per dubitare dell’identità’   del   titolare della protezione sussidiaria, il documento è rifiutato o ritirato. 3.  Il rilascio dei documenti di cui ai commi 1 e 2 è rifiutato ovvero, nel caso di rilascio, il documento e’ ritirato se sussistono gravissimi   motivi attinenti la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico che ne impediscono il rilascio.”

Si ricorda inoltre che:

  1. Non è richiesta la disponibilità di un alloggio idoneo, del reddito minimo annuo e dell’assicurazione sanitaria di cui al comma 3, b-bis dell’art. 29, del D. Lgs. 286/98
  1. Condizione di “a carico” – Se il familiare da ricongiungere è un figlio maggiorenne affetto da invalidità totale, la legge dispone che questi sia a carico del richiedente. La valutazione di tale condizione è attribuita alla Rappresentanza consolare italiana nel Paese di origine o di provenienza, dopo aver accertato i motivi di salute che determinano l’inabilità al lavoro dei figli stessi. In questo caso sarà il medico nominato dalla Rappresentanza consolare italiana a dover rilasciare la certificazione medica che dichiara lo stato di salute del figlio maggiorenne. Per questo motivo sono necessarie certificazioni mediche idonee. È possibile che le stessa vadano tradotte. Questa evenienza non è disposta espressamente e potrebbe non risultare necessaria ma l’eventuale traduzione e legalizzazione potrebbe essere utile, piuttosto, in una fase successiva, di inserimento nel tessuto sociale italiano (per chiedere provvidenze varie, ad esempio). In ogni caso, tutta la documentazione che viene portata e prodotta davanti le autorità consolari non viene mai restituita, neanche in caso di rigetto della domanda. Pertanto, si consiglia, davanti questi tipi di esigenze, di munirsi di più copie.
  1. La condizione di “a carico” deve essere dimostrata anche in occasione del ricongiungimento dei genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli, residenti nel Paese di origine, siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute. In questa circostanza sono i figli a dove dimostrare alla Rappresentanza consolare italiana il proprio stato di salute. Anche per questa circostanza vale il principio di cui sopra circa la probabile necessità di tradurre i documenti da depositare presso il Consolato. Gli stessi documenti, invece, non sono necessari in Italia.

 

Nel caso in cui il ricongiungimento sia richiesto nei confronti del proprio genitore privo di altri figli nel Paese di origine o di provenienza, la condizione di “a carico” deve essere attestata dal richiedente stesso mediante apposita autocertificazione nella quale dichiari, sotto la propria responsabilità, che il o i genitori dipendono economicamente da lui stesso.

  1. Assicurazione sanitaria – nel caso di ricongiungimento con ultrasessantacinquenni occorre dimostrare la disponibilità di un’assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo a garantire la copertura di tutti i rischi nel Territorio Nazionale, o della sua iscrizione al Servizio sanitario nazionale (questo requisito deve esser dimostrato una volta che il familiare è stato ricongiunto in Italia).
  2. Rapporto di parentela – la certificazione attestante il rapporto familiare deve essere presentata presso la Rappresentanza Consolare Italiana nel Paese di origine o di residenza del familiare da ricongiungere. Va tradotta e legalizzata dalla stessa Autorità consolare italiana (per la traduzione è possibile verificare la presenza di traduttori accreditati o comune riconosciuti dalla stessa Rappresentanza Consolare). Possono essere disposti ed effettuati accertamenti nel caso di dubbi rispetto al reale rapporto di parentela anche se il richiedente ha presentato la documentazione loro richiesta.